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Milano, 14 gennaio 2011

GECO A MILANO: IL NOBEL SPENCE ESALTA LE COOPERATIVE

Il Consorzio Stabile Eureca tra gli sponsor del meeting

Si è conclusa con un vero successo e un’alta partecipazione la seconda edizione di GECO, le Giornate dell’Economia Cooperativa, volute da Legacoop per analizzare le grandi sfide che il futuro riserva alle imprese in tutto il mondo.

Il premio Nobel per l’economia 2001 Michael Spence, che ha chiuso i lavori del meeting, ha ribadito che la strada è quella dell’internazionalizzazione e che “la forma d’impresa cooperativa non ha nessun aspetto negativo nelle sfide imposte dalla globalizzazione anche se dovrà fare un nuovo passo avanti”. In tempi di crisi, secondo Spence, le coop sono una forma d’impresa adeguata e capace di limitare vecchi e nuovi squilibri sociali.

C’era un team di cooperative emiliane a sostenere la seconda edizione di GECO. Oltre a UGF di Bologna, in qualità di main sponsor, hanno contributo al successo del meeting il CCFS di Reggio Emilia, Cooperare Spa di Bologna, il Consorzio Stabile Eureca di Milano, animato da Unieco di Reggio Emilia, CMB Carpi e CLF di Bologna, Coop e Conad più Coopfond diretto dal reggiano Sergio Nasi e Obiettivo Lavoro.

L'Italia non corre un rischio imminente sul fronte della tenuta dei conti pubblici. Ma deve concentrarsi sul rilancio della crescita economica. A dirlo è il premio Nobel per l'economia 2001, lo statunitense Michael Spence, a margine del suo intervento al convegno Geco, nella sede del Sole 24 Ore a Milano. Rispetto a Spagna e Portogallo, l'Italia "è in una categoria differente". L'economista americano spiega che "è vero che il debito pubblico è molto alto rispetto al Pil" e che un forte aumento dei rendimenti sui titoli di Stato sarebbe "molto doloroso" per l'Italia. Ma, sottolinea il premio Nobel per l'economia, "il debito del settore privato è relativamente basso". Secondo Spence, "la miglior cosa" che possa succedere in Italia è che "il tasso di crescita dell'economia torni a salire". Come? "Investendo nel capitale umano e nell'educazione" e nella tecnologia, per "creare nuove imprese e più occupazione". In questo modo, conclude Spence, l'Italia sarà maggiormente esposta a livello commerciale alle aree del mondo di maggiore crescita, i mercati emergenti.

“Cerchiamo di valorizzare il lavoro di chi sta al servizio dell’economia reale" è stata la raccomandazione di Giuseppe Mussari, presidente di ABI – Associazione Bancaria Italiana. “Ci sono banche – sottolinea Mussari – che si occupano di investimenti finanziari e banche che finanziano imprese e famiglie. Mi pare che il rapporto tra banche e imprese stia vivendo in Italia un momento roseo, frutto della voglia di trovare accordi comuni per fare in modo che il paese recuperi una traiettoria di crescita. Obiettivo comune deve essere quello di produrre di più e produrre meglio”.

 


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